Enormi moltitudini

Stalin era morto… ma non era ancora sepolto. Aveva sempre amato schiacciare le persone una contro l’altra, pressarle, lasciarle senz’aria e senza spazio, senza risorse; aveva sempre amato rinchiuderle e stiparle, circondarle, immobilizzarle: il «canile» di ingresso alla Lubjanka, con tre prigionieri per ogni metro di pavimento; Ivanovo, con 323 uomini in una cella da venti, o Strachovič, con ventotto uomini in una cella di isolamento; o trentasei in un compartimento ferroviario, o un furgone cellulare talmente pieno che gli urka non riuscivano neanche a derubare gli altri, o gli zek legati a coppie e affastellati come tronchi nel cassone di un camion, diretti all’esecuzione…

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Recuperare quanto si è perso

Con il passare dei giorni diventa sempre più impossibile ritornare e, in fondo, non lo si vuole nemmeno. Strapparsi gli abiti, ammettere che si è andati troppo lontano, che in queste regioni straniere si è come un mendicante, un bambino senza culla, un prete senza chiesa, un cantante senza voce – ammettere che si cerca… Leggi

La Canzone Popolare

Avere 40 anni è come trovarsi in bilico tra un’esistenza che non ti appartiene più e un’altra che vorresti far nascere di nuovo, soprattutto per vedere come potresti diventarne personaggio principale, facendo saltare tutte le regole che ti eri imposto fino a poco fa. Ma ci si riesce davvero? È quello che sembra chiedersi Nicolas… Leggi

Sono io stessa il cielo

Chiarimento a margine Polverenon sonoe polverenon tornerò. Non sono scesadal cieloe in cielo non salirò. Sono io stessa il cielocome solaio di vetro. Sono io stessa la terracome fertile terreno. Non sono fuggitada nessuna partee non citornerò. Oltre a me stessa non conosco altra distanza. Nel gonfio polmone del ventoe nella calcificazione delle roccedevome stessaquidispersaritrovare…. Leggi

Immobilità

Oggi mi sono svegliato mentre il mio gatto mi teneva ostaggio con ripetuti agguati sopra il piumone. Era mattina presto, qualcosa come le 5 e 40. Così mi sono svegliato, gli ho dato da mangiare, mi sono messo sul divano a leggere. Non ho più preso sonno. La cosa che mi più mi perplime è… Leggi

A chi gioverebbe?

Rattie medusesopravvivranno. Scarafaggi ecapibarasopravvivranno. Zanzare, moscerini,echidne dal morbido muso diadolescenza post-apocalittica sicuramentesopravvivranno. Noi – tumori malignid’origine infausta, contagiconcepiti da ominidi – invece no. E comunque, a che e chigioverebbe se sopravvivessimo? Un altro secolo spaventosoè finitoin apatia vanagloriosa edolori esibiti, finitonelle nostalgie argentate della guerra. Tra alcune migliaia di anni, le stellesaranno troppo distanti per… Leggi

Pensare

“Penso che ci dovrebbero sempre essere individui indipendenti che si sforzino, per quanto ciò possa sembrare donchisciottesco, di far cadere un paio di teste, di distruggere allucinazioni, falsità e demagogie, di restituire complessità al mondo, contrastando l’inevitabile tendenza alla semplificazione. Ma la cosa più terribile per me sarebbe accorgermi che sono ancora d’accordo con quello… Leggi

Una ballata

Quando ci penso, che il tempo è passato,le vecchie madri che ci hanno portato,poi le ragazze, che furono amore,e poi le mogli e le figlie e le nuore,femmina penso, se penso una gioia:pensarci il maschio, ci penso la noia.Quando ci penso, che il tempo è venuto,la partigiana che qui ha combattuto,quella colpita, ferita una volta,e… Leggi

8 marzo 1993

“È sciocco aspettarsi qualcosa ora, durante la guerra.”

“Ho dato a mia madre un biglietto. Dentro c’era scritto buon 8 marzo, che sia l’ultimo in guerra.”

Sembrare una fotografia

Alise comportava, inoltre, un foulard di seta di un verde intenso e capelli biondi straordinariamente folti, che incorniciavano il viso con una massa fitta fitta di riccioli. Alise guardava attraverso due occhi azzurri spalancati, e una pelle fresca e dorata segnava i confini del suo volume. Possedeva braccia e polpacci tondi, una vita sottile e… Leggi